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CHE COS’E’IL BONUS SULLA BOLLETTA ELETTRICA?
E’ uno strumento introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia con la collaborazione dei Comuni , per garantire alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose un risparmio sulla spesa per l’energia elettrica. Il bonus elettrico è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.
CHI HA DIRITTO AL BONUS ELETTRICO
Possono accedere al bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 kW per un numero di familiari con la stessa residenza fino a 4, o fino a 4,5 Kw, per un numero di familiari con la stessa residenza superiore a 4, e:
QUANTO VALE IL BONUS ELETTRICO
Nel caso di famiglie in condizioni di disagio economico e per le famiglie numerose, il bonus consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia.
per l’anno 2013 è di:
COME RICHIEDERE IL BONUS ELETTRICO 
Per richiedere il bonus occorre compilare l’apposita modulistica e consegnarla al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune ( ad esempio i centri di assistenza fiscale CAF). I moduli sono scaricabili da questa pagina o reperibili presso i Comuni, sul sito Anci (www.bonusenergia.anci.it)
| Moduli | ||||||||
Domande e Risposte
{slider Che cos’è il bonus}
Il cosiddetto “bonus elettrico” (ovvero ‘il regime di compensazione della spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura di energia elettrica’) è uno strumento introdotto dal Governo con l’obiettivo di sostenere le famiglie in condizione di disagio economico, garantendo loro un risparmio sulla spesa annua per energia elettrica. Il bonus è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita. Il bonus elettrico consiste in una riduzione applicata alle bollette dell’energia elettrica.
{slider Chi ne ha diritto}
{tab Chi ne ha diritto 1}
Potranno accedere al bonus elettrico per disagio economico tutti i clienti domestici, intestatari di una fornitura elettrica nell’abitazione di residenza, con potenza impegnata:
Hanno inoltre diritto al bonus elettrico per disagio fisico tutti i clienti elettrici presso i quali vive un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. In questi casi, per avere accesso al bonus elettrico, il cliente finale deve essere in possesso di un certificato ASL che attesti:
I due bonus sono cumulabili qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.
{tab Quanti bonus si possono richiedere per ogni nucleo familiare?}
Il nucleo famigliare è rilevante solamente per i casi di disagio economico. Ogni nucleo familiare può richiedere il bonus per un solo contratto di fornitura di energia elettrica.
Nei casi di disagio fisico, il bonus può essere richiesto per ogni contratto di fornitura di energia elettrica corrispondente all’abitazione in cui sono presenti le apparecchiature per il mantenimento in vita.
{tab Se si posseggono i requisiti per accedere al bonus elettrico per disagio economico, tranne la titolarità del contratto di fornitura, intestato ad una persona non appartenente, o non più appartenente, al nucleo familiare, è possibile richiedere ugualmente il bonus?}
Se si è residenti in un’abitazione in cui il contratto di fornitura elettrica è intestato ad una persona non appartenente, o non più appartenente al nucleo familiare, al fine di ottenere il bonus, è necessario richiedere la voltura del contratto al venditore di energia elettrica.
{/tabs}
{slider Bonus per gravi condizioni di salute}
{tab Brochure}
Scarica la brochure in formato pdf
{tab Quali certificati bisogna presentare per richiedere il bonus per le gravi condizioni di salute?}
I cittadini che richiedono l’agevolazione per disagio fisico dovranno presentare una apposita certificazione della propria ASL contenente le informazioni riportate nel modulo D scaricabile dal sito dell’Autorità.
Per la richiesta del bonus, non è possibile utilizzare altre forme di certificazione delle situazioni invalidanti, quali ad esempio i certificati di invalidità civile.
I cittadini già inclusi negli elenchi delle forniture non interrompibili ai sensi del Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE), dovranno presentare:
{tab Chi ha diritto al bonus per gravi condizioni di salute?}
Hanno diritto al bonus elettrico per gravi condizioni di salute tutti i clienti elettrici presso i quali vive un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. L’elenco delle apparecchiature elettromedicali salvavita che danno diritto al bonus sono state individuate dal Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011.
In questi casi, per avere accesso al bonus elettrico, il cliente finale deve essere in possesso di un certificato ASL che attesti:
Il bonus è cumulabile con quello per disagio economico qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.
{tab E’ necessario presentare l’ISEE per ottenere il bonus per le gravi condizioni di salute?}
No, la richiesta del bonus per le gravi condizioni di salute non è legata né al reddito né alla composizione del nucleo famigliare e pertanto non è necessario presentare alcuna documentazione relativa all’ISEE.
{tab Cosa cambia dal 2013?}
Dal 1 gennaio 2013 sono previste tre tipologie di bonus per disagio fisico, da assegnarsi in base ai consumi ed al numero di macchinari utilizzati, così come indicati nella certificazione ASL, in modo da tenere conto delle specifiche necessità ed esigenze dei malati.
L’assegnazione ad una delle 3 fasce viene calcolata dal sistema informatico che gestisce le agevolazioni.
Il valore del bonus per il disagio fisico può essere calcolato utilizzando questo applicativo di simulazione.
Fino a tutto il 2012, invece, il bonus corrispondeva ad un unico importo standard, indipendente dal numero di apparecchiature e dai consumi.
Le modalità di presentazione della richiesta di bonus restano invariate. Bisogna però utilizzare la nuova modulistica (modulo B e allegati)
Dal 2013 inoltre è prevista la possibilità di ottenere il riconoscimento retroattivo del nuovo meccanismo di bonus.
{tab Come si richiede il nuovo bonus per gravi condizioni di salute?}
Le modalità di richiesta rimangono invariate, sono cambiati i moduli (modulo B, modulo C e modulo D) disponibili su questo sito.
La richiesta del bonus elettrico va quindi presentata al Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica, anche se diverso dal Comune in cui è localizzata l’abitazione nella quale è collocata l’apparecchiatura “salva vita” con il nuovo modulo B.
I cittadini già inclusi negli elenchi delle forniture non interrompibili ai sensi del Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE), devono presentare:
I cittadini non inclusi negli elenchi relativi al PESSE devono presentare una apposita certificazione della propria ASL contenente le informazioni riportate nel nuovo modulo D disponibile sul sito dell’Autorità.
Per la richiesta del bonus, non è possibile utilizzare altre forme di certificazione delle situazioni invalidanti, quali ad esempio i certificati di invalidità civile.
{tab Il nuovo bonus per disagio fisico si può applicare retroattivamente?}
Coloro che erano già titolari di bonus per disagio fisico prima del 2013, possono presentare una nuova richiesta dal 1 gennaio 2013 qualora il numero di apparecchiature e il tempo del loro utlilizzo, certificato dalla ASL, dia diritto ad un bonus di importo superiore, in base alla nuova normativa. E’ possibile verificare se si ha diritto ad un bonus superiore a quello percepito fino al 2012 utilizzando questo applicativo di simulazione.
Le domande presentate tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2013 danno diritto a una quota retroattiva, tenuto conto della data di certificazione dell’uso delle apparecchiature stesse.
Tale quota viene riconosciuta dalla data di decorrenza della variazione in base al certificato ASL, che comunque non può essere precedente al 31 dicembre 2010.
{/tabs}
{slider Quanto vale il bonus}
|
Descrizione |
Anno 2008 |
Anno 2009 |
Anno 2010 e 2011 |
Anno 2012 |
Anno 2013 |
|
Numerosità familiare 1-2 componenti |
€ 60 |
€ 58 |
€ 56 |
€ 63 |
€ 71 |
|
Numerosità familiare 3-4 componenti |
€ 78 |
€ 75 |
€ 72 |
€ 81 |
€ 91 |
|
Numerosità familiare oltre 4 componenti |
€ 135 |
€ 130 |
€ 124 |
€ 139 |
€ 155 |
|
Disagio fisico |
€ 150 |
€ 144 |
€ 138 |
€ 155 |
cfr. tabella sotto |
Il valore del bonus è aggiornato annualmente dall’Autorità entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
2013 – Disagio fisico
Il valore del bonus per disagio fisico è articolato in 3 livelli e attribuito a ogni cliente in base al numero di apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e al tempo giornaliero di utilizzo.
|
FASCIA MINIMA |
FASCIA MEDIA |
FASCIA MASSIMA |
|
|
extra consumo rispetto a utente tipo (2700/kWh/anno) |
fino a 600 kWh/anno |
tra 600 e 1200 kWh/anno |
oltre 1200 kWh/anno |
|
€/anno per punto di prelievo |
|||
|
ammontare bonus (fino a 3kW residente) |
€ 176 |
€ 291 |
€ 422 |
|
ammontare bonus oltre 3kW (da 4,5kW in su) |
€ 415 |
€ 526 |
€ 636 |
{slider Come chiederlo?}
{tab Dove si presenta la domanda per il riconoscimento del bonus sociale?}
Secondo quanto disposto dalla legge, per accedere al bonus elettrico il titolare della fornitura elettrica deve recarsi presso il proprio Comune di residenza o presso altro istituto designato dallo stesso Comune (CAF, Comunità montana, etc.), compilando l’apposita modulistica.
Nel caso di abitazioni presso i quali viva un soggetto utilizzatore di apparecchiature elettromedicali “salva vita”, la richiesta del bonus elettrico va presentata al Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica, anche se diverso dal Comune in cui è localizzata l’abitazione nella quale è collocata l’apparecchiatura “salva vita”.
{tab Quali documenti servono?}
|
Nuova istanza per disagio economico |
Nuova istanza per famiglie con 4 o più figli a carico |
Nuova istanza per disagio fisico |
Nuova istanza per disagio fisico con punto di fornitura già compreso tra le forniture non disalimentabili ai fini del PESSE |
|
|
Modulo richiesta |
X |
X |
X |
X |
|
Copia documento di riconoscimento |
X |
X |
X |
X |
|
Copia attestazione ISEE |
X |
X |
||
|
Certificazione ASL |
X |
|||
|
Dichiarazione sostitutiva di certificazione ASL |
X |
|||
|
Copia attesatante l’inclusione negli elenchi PESSE (*) |
X |
|||
|
Dichiarazione sostitutiva di certificazione dei figli a carico |
X |
|||
|
Delega a presentare la dichiarazione(**) |
X |
X |
X |
X |
|
Copia documento di riconoscimento del delegato (**) |
X |
X |
X |
X |
{tab Dove sono reperibili i moduli?}
I moduli sono reperibili sul sito dell’Autorità e presso i Comuni. E’ sconsigliato fare richiesta di ammissione senza utilizzare l’apposita modulistica, per evitare l’eventualità che non siano fornite informazioni essenziali con conseguente rifiuto della domanda.
{tab E’ possibile delegare ad una terza persona la presentazione della domanda?}
Sì, compilando l’apposita sezione prevista nei moduli predisposti per la presentazione dell’istanza.
{tab Se non si riescono ad individuare in bolletta i dati necessari alla compilazione del modulo, a chi ci si rivolge per richiederli?}
Le informazioni relative al titolare della fornitura di energia elettrica, al codice POD e alla potenza impegnata sono indicati anche sul contratto di fornitura e possono essere richieste al proprio venditore, vale a dire il soggetto dal quale si riceve la bolletta
{tab Che cos’è il codice POD?}
Il codice POD, è l’identificativo univoco della utenza, inizia con le lettere IT e viene riportato in ogni bolletta e nel contratto di fornitura.
{tab Cosa accade se cambiano le condizioni grazie alle quali è stato riconosciuto il bonus?}
Nel caso in cui, durante il periodo di godimento del bonus, intervengano variazioni nella numerosità del nucleo familiare anagrafico, il cittadino potrà chiedere l’adeguamento del bonus al nuovo numero di componenti. La variazione della compensazione decorre dal primo giorno del mese successivo all’avvenuta notifica della variazione all’impresa di distribuzione da parte del Comune, fermo restando il termine di scadenza originaria della compensazione.
Le variazioni della situazione reddituale e patrimoniale del cittadino verranno recepite solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus.
Le variazioni del numero dei figli a carico verranno recepite solo al momento del rinnovo della domanda di ammissione al bonus.
Il cessato uso delle apparecchiature elettromedicali salvavita deve essere tempestivamente comunicato al proprio venditore di energia elettrica. L’agevolazione è interrotta a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla notifica del cessato uso all’impresa di distribuzione, da parte del venditore.
Se il cittadino cambia residenza durante il periodo di godimento del bonus elettrico, dovrà recarsi presso il nuovo Comune di residenza per effettuare nuovamente la domanda. In questo caso il bonus sarà trasferito sulla nuova abitazione e sarà applicato fino alla scadenza originaria del diritto.
{tab Come devono compilare il modulo E le famiglie numerose con più di quattro figli a carico?}
Il Modulo E, predisposto affinchè i richiedenti del bonus elettrico possano autocertificare la condizione di “famiglia numerosa”, è strutturato per accogliere le informazioni relative a quattro figli a carico.
Le famiglie numerose con più di quattro figli a carico devono compilare il Modulo E indicando solamente quattro dei loro figli a carico.
{/tabs}
{slider ISEE e PESSE}
{tab Che cos’è l’ISEE?}
L’ISEE (Indicatore di situazione economica equivalente) è uno strumento largamente utilizzato in Italia per l’accesso a prestazioni assistenziali o a servizi di pubblica utilità e permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio immobiliare, dei titoli posseduti (conti correnti, azioni, BOT e simili), del numero di componenti della famiglia e della presenza di soggetti con handicap permanente grave o di invalidità nel nucleo familiare.
Maggiori informazioni sull’ISEE sono reperibili all’indirizzo internet www.inps.it, o possono essere richieste al numero verde dell’INPS 803 164 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14) o presso i CAF.
{tab Come si ottiene l’attestazione ISEE?}
I cittadini che vogliono ottenere l’attestazione del valore ISEE devono:
Una volta presentata la dichiarazione, il cittadino riceverà, da parte dei soggetti che hanno ricevuto la dichiarazione sostitutiva (quindi Comuni, CAF e INPS) un’attestazione provvisoria, contenente le informazioni della dichiarazione sostitutiva, gli elementi necessari per il calcolo dell’ISEE, nonché l’indicazione del valore ISEE. Tale attestazione è il documento ISEE necessario per il riconoscimento del bonus.
{tab E’ possibile effettuare una stima del proprio livello ISEE?}
I cittadini possono stimare il valore del proprio indicatore ISEE utilizzando l’apposito simulatore predisposto dall’INPS, consultabile all’indirizzo Internet https://servizi.inps.it/servizi/isee/default.htm.
Tale valore è in ogni caso da considerarsi puramente indicativo.
{/tabs}
{slider Durata e rinnovo}
{tab Per quanto tempo viene riconosciuto il bonus?}
Per il disagio economico è riconosciuto per 12 mesi; al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino dovrà rinnovare la richiesta di ammissione, per tener conto delle eventuali variazioni intervenute con riferimento al nucleo familiare, al suo reddito e alle caratteristiche della fornitura.
Per i casi di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita, il bonus sarà applicato senza interruzioni fino a quando sussiste la necessità di utilizzare tali apparecchiature. Il cessato uso di tali apparecchiature deve essere tempestivamente segnalato al Comune di residenza.
{tab Chi ha fatto domanda dopo quanto tempo riceverà il bonus?}
Il bonus elettrico verrà erogato in bolletta non prima di due mesi dalla presentazione della domanda.
Il bonus elettrico sarà evidenziato in deduzione nelle bollette che si riferiscono ai consumi:
{/tabs}
{slider Cambio del venditore}
{tab E’ necessario essere un cliente del servizio di “maggior tutela” per la fornitura di energia elettrica, per avere diritto al bonus ?}
Il diritto all’agevolazione non dipende dal servizio (maggior tutela o mercato libero) o dal venditore prescelto ma spetta a tutti i clienti domestici che ne abbiano i requisiti.
{tab Se si cambia il contratto di fornitura accettando una nuova offerta, cosa accade?}
In caso di cambio delle condizioni economiche del contratto o del fornitore il bonus continuerà ad essere erogato senza interruzioni fino al termine della validità del diritto (per il disagio economico) ovvero fino a quando è necessario l’utilizzo dell’apparecchiatura elettromedicale (per il disagio fisico), indipendentemente dal venditore scelto.
Il bonus gode di totale e gratuita portabilità!
{/tabs}
{slider Corresponsione}
{tab Come viene erogato il “bonus elettrico”?}
L’erogazione avviene attraverso la bolletta elettrica. Non avviene in un’unica soluzione ma l’ammontare annuo è frazionato nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 successivi alla presentazione dell’istanza. Ogni bolletta riporterà una frazione del bonus proporzionale al periodo cui la bolletta medesima fa riferimento.
{tab Come si può riscontrare l’avvenuta corresponsione del bonus?}
Nella bolletta verrà inserito un messaggio nel quale si comunica all’utente l’avvenuta ammissione alla compensazione, inoltre l’importo relativo all’applicazione del bonus verrà indicata in dettaglio in ogni documento di fatturazione, per tutto il periodo in cui se ne beneficia.
{tab E’ possibile verificare se la propria richiesta di bonus è stata accettata o meno?}
Il Cittadino può conoscere l’esito della propria domanda di accesso al Bonus Sociale:
{/tabs}
{/sliders}
Abstract: [button type=”big” color=”red”] Concluso[/button]
Oggi l’Italia vive un periodo di crisi, economica e lavorativa, per cui la crescente disoccupazione giovanile, ma anche quella relativa agli adulti che già erano inseriti in un contesto lavorativo, è figlia di un repentino cambiamento sociale (a livello europeo e non solo nazionale), che ha portato ai cambiati dei criteri meritocratici per cui le imprese assumono nuovi lavoratori.
Oggi non si punta più sulla specializzazione del lavoro, ma si cerca la flessibilità nei lavoratori, i quali devono avere quante più conoscenze possibili per adattarsi ad un lavoro in continuo cambiamento.
C’è una necessità nuova che ci spinge a puntare sulla formazione, quale chiave pedagogica, come guida intenzionale e permanente delle persone che devono essere formate alla complessità della realtà sociale contemporanea, alla ricerca del bene personale nel contesto di una cittadinanza attiva, che risponda al bisogno di ogni persona di sviluppare la propria integrità morale, e raggiungere i propri obiettivi in maniera meritocratica, sviluppando il proprio Senso Civico e perseguendo l’ideale del bene comune, uniti da un progetto esistenziale che accomuni tutti in rispetto e garanzia dei diritti/doveri inalienabili di ciascuna persona.
Al centro dell’interesse pedagogico/formativo di questo progetto c’è la persona umana inserita all’interno in un processo continuo di cambiamento, secondo i principi dell’assimilazione e dell’accomodamento dei propri schemi cognitivi. Bisogna arrivare a dare una formazione continua, per i giovani che terminano il loro percorso di studi, e per gli adulti, permettendo il superamento delle specializzazioni, e favorendo invece la condivisione dei saperi, la sussidiarietà sociale, la mobilità e la flessibilità sul lavoro.
Preparare persone, che siano in grado di lavorare in maniera flessibile, rispondendo così ai veloci e continui cambiamenti dell’organizzazione economica-produttiva e dal processo di globalizzazione.
Obiettivi:
Il progetto si prefigge quale scopo finale quello di sviluppare una formazione dei soggetti, giovani e adulti, ai nuovi bisogni delle imprese e all’adattabilità dei lavoratori come strategia per l’occupazione; promuovere l’incontro tra domanda e offerta sul mercato del lavoro a livello di Comunità Europea; usufruire della formazione continua come canale per crescere e rendersi più competitivi sul mercato del lavoro oggi.
Modulo 1- La nascita dello Stato moderno: (12 ore)
– L’idea di Stato nell’Europa e il nuovo concetto di impresa.
– Il fallimento del nuovo Stato europeo
– La capacità dell’impresa di guardare al futuro con un occhio sul passato (Punti di forza del passato: piccole aziende, territorio e solidarietà familiare)
Modulo 2- Le politiche europee per l’istruzione e la formazione: (8 ore)
– Il Trattato di Maastricht
– Un sguardo al modello improntato sulla meritocrazia contro le criticità europee.
Modulo 3- Il sistema della formazione professionale: (16 ore)
– La formazione continua
– La formazione e l’orientamento professionale
– La formazione continua (L. 236/93)
– Formazione Integrata Superiore come arricchimento del curriculum per i giovani a livello post secondario
Modulo 4- Erogazione dell’intervento formativo: (8 ore)
– Il tirocinio formativo e lo stage
– L’apprendistato
Modulo 5- Il mercato del lavoro: (12 ore)
-Il giovane formato e la mobilità europea
– Le possibiltà di scelta del giovane formato in Europa (Know-how per l’Italia o per l’Europa)
-La selezione
Modulo 6- Relazioni tra impresa e ambiente sociale: (12 ore)
– La competitività dell’impresa nel percorso di globalizzazione (confronto tra i diversi modelli di alcuni Paesi Europei)
– La gestione delle risorse umane e la flessibilità del meritocratico.
Modulo 7- La responsabilità sociale delle imprese: (12 ore)
– L’etica aziendale e l’applicazione dei principi etici alle aziende
– L’utilitarismo
– La morale per le aziende
Ore totali previste per l’intervento formativo: 80
Posti disponibili: 20
Contributo iscrizione corso iscritti UNICLAM o associati AsseImprenditori: € 30,00
Contributo iscrizione corso esterni: € 40,00
| Ente organizzatore: | Asseimprenditori – Sportello Lazio Giovani in Progress – Area Formazione | |
| Docente: | Dott. Angelo Franchitto – curriculum vitae | |
| Sede svolgimento corso: | aula 1.5 Polo Economia e Giurisprudenza – Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale – Via S. Angelo (Folcara) | |
| Titolo rilasciato: | attestato di partecipazione e superamento dell’esame |

Sabato 6 luglio sono partiti i saldi estivi nel Lazio. La Regione, come ha sottolineato Guido Fabiani, assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico “vuole proseguire nelle iniziative a sostegno della ripresa e dello sviluppo delle imprese, in particolare ….

Come ogni settimana i nostri esperti rispondono alle domande che i consumatori ci rivolgono più frequentemente. La domanda di oggi è:

Le agenzie per il lavoro, in occasione di colloqui conoscitivi, possono acquisire e conservare copia dei documenti di identità, utilizzati per identificare le persone, solo se previsto da specifiche norme.
Lo ha precisato il Garante per la Protezione dei dati personali, a seguito della segnalazione di un signore ….

Bonus bebè 2013: un aiuto concreto per conciliare essere mamma, la famiglia e il lavoro. Un tema in cui credo e uno strumento che abbiamo introdotto. Ecco come richiederlo.
IL NUOVO BONUS BEBÈ 2013
Il nuovo bonus bebè 2013 è ormai in Gazzetta Ufficiale: lo Stato stanzia 60 milioni di euro (20 per ciascun anno dal 2013 al 2015) per sostenere la conciliazione mamma bambini.
SCOPO e DURATA
Il bonus bebè serve per il pagamento della retta dell’asilo o della baby-sitter per un massimo di 6 mesi. Il beneficio è da sfruttare nei primi 12 mesi di vita del bambino
COME RICHIEDERLO
La domanda va presentata esclusivamente sul sito dell’Inps dalle ore 11 del 1 luglio 2013 fino al 10 luglio 2013 con il click day e l’accesso si effettua con Pin o attraverso i patronati. Richiedete qui il Pin.
Il percorso da seguire è:
Sito ufficiale Inps www.inps.it
“Avvisi e Concorsi”
Avvisi > link
LA GRADUATORIA
La graduatoria delle mamme aventi diritto sarà unica e su base nazionale, stilata sulla base della dichiarazione ISEE (situazione economica delle richiedenti) con ordine di priorità per i nuclei familiari con ISEE di valore inferiore e, a parità di ISEE, secondo l’ordine di presentazione della domanda.
La graduatoria sarà pubblicata dall’INPS entro 15 giorni dal termine ultimo di presentazione delle domande sul sito www.inps.it al seguente percorso: Home>Avvisi e Concorsi>Avvisi.

CHI È AMMESSO
Possono fare richiesta dell’assegno per neonati:
Le mamme, anche adottive o affidatarie, lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata che siano ancora negli 11 mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio
Le lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata beneficiarie del diritto al congedo di maternità obbligatorio per le quali la data presunta del parto sia fissata entro 4 mesi dalla scadenza del bando
Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In questo caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo oggetto del presente bando per frazioni di mese
Possono presentare domanda di beneficio solamente le lavoratrici che appartengano alle categorie lavorative individuate dalla legge 28 giugno 2013, n.92, e dai successivi provvedimenti attuativi vigenti alla data di pubblicazione del presente bando
CHI È ESCLUSO
Non possono fare domanda per il bonsu bebè le mamme:
Lavoratrici autonome
Le mamme lavoratrici che, per il figlio beneficiario, usufruiscono già dei benefici definiti dal fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità (vedi nota ufficiale a fondo pagina)
Le madri lavoratrici che, per il figlio beneficiario, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati
VALORE E DISTRIBUZIONE
Il bonus bebè prevede un contributo massimo con valore di 300 euro mensili erogati per un periodo massimo di sei mesi, divisibile per frazioni mensili intere, in alternativa al congedo parentale, quindi implicando la rinuncia allo stesso da parte della mamma lavoratrice.
COME VIENE VERSATO
La somma mensile verrà erogata:
Attraverso pagamento diretto alla struttura prescelta che dovrà esibire la documentazione che attesti la fruizione del servizio
Il contributo per il servizio di baby sitting verrà erogato attraverso buoni lavoro ritirati dalla lavoratrice. La madre è tenuta, prima e dopo l’inizio della prestazione lavorativa, ad alcune comunicaizoni Inps/Inail come elencate nella nota ufficiale a fondo pagina
CONGEDO DI PATERNITÀ
Essendo anche io padre di 3 figli desidero ricordare che eiste la possibilità del congedo obbligatorio per il papà dipendente. Ecco come richiederlo:
Entro il quinto mese di vita del bambino, i papà potranno stare accanto al proprio figlio per un giorno, con la retribuzione garantita al 100%. Bisogna comunicare al datore i giorni di riposo che intendono fruire, con un anticipo non minore di quindici giorni.
Potranno anche beneficiare di due giorni di congedo obbligatorio, sempre pagati al 100%, a condizione che la madre rinunci a due giorni del proprio congedo. Necessario allegare alla richiesta una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quello fruito dal padre, con conseguente riduzione del congedo medesimo.
Per approfondimenti consulta la circolare INPS n. 40 del 14-03-2013
IL PRECEDENTE BONUS BEBÈ DEL 2005
Uno dei provvedimenti del nostro governo nel 2005, tra i tanti realizzati negli anni passati, è stato l’istituzione di un assegno denominato “bonus bebè” per incoraggiare la maternità e la conciliazione della mamma con il lavoro. Consisteva in un assegno di mille euro per i neonati, da destinare alle famiglie con un reddito complessivo inferiore ai 50 mila euro. Importante anche l’impegno di Regione Lombardia con la carta prepagata che va nella stessa direzione.
LEGGETE ANCHE: la nota ufficiale dell’Inps.

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