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Bonus di 600 euro per autonomi e partite iva. Vademecum

27 Marzo 2020/0 Commenti/in Primo piano home/da admin

Bonus di 600 euro per autonomi e partite iva. Vademecum. Apertura procedura on line prevista tra oggi e mercoledì 01 aprile 2020 da questo link. ←

Il Maxi Decreto “Cura Italia”, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2020, presenta una importante misura di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi, co.co.co, dei lavoratori iscritti alla gestione separata con partita IVA e di alcune categorie di lavoratori dipendenti stagionali.

L’importo del bonus lavoratori autonomi è stato fissato in 600 euro e si potrà richiedere per il mese di marzo e probabilmente anche per il mese di aprile.

Tra oggi e lunedì 30 marzo 2020 è prevista la pubblicazione della circolare INPS e dell’attivazione della procedura di richiesta telematica sul portale INPS.

È necessario munirsi di codice PIN per chi non lo ha e di aggiornarlo per chi non lo ha usato da tempo. Per tali procedure clicca qui.

Bonus 600 euro autonomi e partite IVA: come funziona.

  • 600 euro mensili;
  • potrà essere richiesto direttamente all’INPS;
  • per il momento è prevista per il solo mese di marzo ma siamo fiduciosi che si estenderà almeno anche al mese di aprile;

Bonus 600 euro autonomi e partite IVA: a chi spetta

Il bonus 600 euro potrà essere richiesto da liberi professionisti titolari di partita IVA (attiva alla data del 23 febbraio 2020) e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) attivi alla data del 23 febbraio 2020. Potrà quindi essere richiesto dagli iscritti alla Gestione separata INPS (art. 2, comma 26 Legge 335/1995), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.

Inoltre riguarda i lavoratori autonomi iscritti all’AGO INPS; per intenderci artigiani e commercianti che sono stati costretti alla chiusura parziale o totale delle proprie attività per contenere il diffondersi dell’epidemia da COVID-19.

Infine riguarda i lavoratori dipendenti stagionali di alcuni settori particolarmente colpiti dalla crisi (turismo e agricoltura) e i lavoratori dello spettacolo.

Elenco beneficiari del bonus autonomi e partite IVA di 600 euro
Riepilogando possono accedere al contributo:

liberi professionisti con partita IVA (iscritti alla gestione separata INPS) e co.co.co. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.
lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno perso il lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli stessi non devono essere titolari di pensione o di altro rapporto di lavoro dipendente;
i lavoratori del settore agricolo a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
i lavoratori dello spettacolo ovvero che siano iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo. Questi devono avere almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo e un reddito (da questo lavoro) non superiore a 50.000 euro. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non possono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della disposizione.

A chi non spetta il bonus di 600 euro

Restano quindi esclusi dal presente contributo i liberi professionisti iscritti alle casse obbligatorie (commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri ecc.).

Ci si aspetta comunque che anche le casse emaneranno apposite misure per far fronte alle emergenze delle singole categorie di appartenenza.

Bonus 600 euro per il Coronavirus: come richiederlo

Il limite di spesa fissato dal Governo per questa misura è di 1 miliardo e 800 milioni di euro ed è suddiviso in base alle varie categorie di lavoratori. Il bonus sarà erogato direttamente dall’Inps a coloro che ne hanno diritto, ma si dovrà presentare una apposita richiesta all’Istituto. L’Istituto successivamente verificherà i requisiti di chi ha presentato la domanda e successivamente verserà l’indennità.

La domanda può essere inviata esclusivamente in via telematica e con accesso diretto dell’interessato, oppure tramite ausilio di un patronato. Restano al momento esclusi gli altri intermediari abilitati quali Consulenti del Lavoro, Commercialisti ecc.

Per poter accedere i cittadini interessati devono essere in possesso:

  • PIN dispositivo;
  • CIE (carta d’identità elettronica 3.0);
  • CNS (carta nazionale dei servizi);
  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Le credenziali dovranno essere già abilitate per poter entrare, è bene quindi premunirsi per tempo per poter inviare al più presto la domanda quando la procedura sarà attiva. In ogni caso l’INPS ha comunicato che non vi sarà un click day, ma saranno accolte tutte le domande pervenute e in possesso dei requisiti previsti.

Fonte INPS e LAVORO E DIRITTI

https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2020/03/vedemecum-decreto-cura-italia.jpg 492 657 admin https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2024/12/logo_asse_bianco-184x300.png admin2020-03-27 10:07:392020-12-03 13:18:04Bonus di 600 euro per autonomi e partite iva. Vademecum

Microcredito: le misure del “Cura Italia”. Ora fino a 50.000 euro

24 Marzo 2020/0 Commenti/in In evidenza, microcredito/da admin

Fonte: Ente Nazionale per il Microcredito. Presidente Mario Baccini.

DECRETO “CURA ITALIA”

DISPOSIZIONI D’INTERESSE PER IL COMPARTO DEL MICROCREDITO

Vademecum

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPORTO MASSIMO DELLE OPERAZIONI DI MICROCREDITO
Cosa prevede il decreto “Cura Italia” in materia di importo massimo delle operazioni di microcredito?

Un’importante innovazione in materia di microcredito è quella introdotta dall’art. 49, comma 5 del decreto, che eleva l’importo massimo delle operazioni di microcredito imprenditoriale da 25.000 a 40.000 euro.

Tale disposizione – lasciando invariata la possibilità, prevista dalla vigente normativa, di un ulteriore aumento dell’importo pari a 10.000 euro – consente ai soggetti beneficiari del microcredito di ottenere un finanziamento complessivo massimo di 50.000 euro.

Si ricorda che, al fine di poter richiedere il finanziamento aggiuntivo di 10.000 euro, il contratto di finanziamento deve prevedere l’erogazione frazionata, subordinando i versamenti successivi al verificarsi delle seguenti condizioni:

il pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse;
lo sviluppo del progetto finanziato, attestato dal raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto e verificati dall’operatore di microcredito.

L’aumento dell’importo massimo – anche questo ripetutamente sollecitato dall’Ente – assume una grande importanza, essendo in grado di determinare un forte impulso all’attività di microcredito ed agli investimenti delle microimprese che necessitano di un fabbisogno finanziario superiore a quello attualmente consentito.

Per quanto riguarda l’attuazione della norma, occorre tener conto che l’importo massimo del microcredito è disciplinato, oltre che dall’art. 111, comma 1 del TUB (come modificato dalla presente norma), anche dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 176 del 14 ottobre 2014, che pertanto dovrà essere opportunamente adeguato.

Allo stesso modo, come precisato dal Fondo di garanzia con circolare n. 8 del 19 marzo 2020, anche la garanzia del Fondo stesso si applicherà al maggiore importo delle operazioni di microcredito solo dopo che il MEF avrà provveduto ai predetti adeguamenti della normativa.

Vai alla pagina dedicata

Moratoria dei finanziamenti:

1a) moratoria prevista dal decreto “Cura Italia”;

1b) moratoria prevista dall’Accordo per il credito 2019 e dal relativo Addendum;

Disposizioni sul Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese applicabili anche al comparto del microcredito;
Disposizioni in materia di importo massimo delle operazioni di microcredito.

E’ opportuno che le imprese e i professionisti facciano ricorso alle suddette misure unicamente in presenza di gravi ed effettive necessità aziendali o professionali, stante la natura eccezionale delle misure stesse.

MORATORIA DEI FINANZIAMENTI

1a. Moratoria prevista dal decreto “Cura Italia”

Cosa prevede il decreto “Cura Italia” in tema di moratoria?

L’art. 56 del decreto “Cura Italia” prevede, tra l’altro, che per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, le micro, piccole e medie imprese danneggiate dal COVID-19 possono avvalersi della sospensione del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima della data del 30 settembre 2020.

Le operazioni di microcredito possono beneficiare della moratoria prevista dal decreto “Cura Italia”?

Sì. La moratoria prevista dal decreto “Cura Italia” riguarda le esposizioni debitorie nei confronti delle banche, degli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del Testo Unico Bancario (TUB) e degli “altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia”. Tra questi ultimi rientrano anche gli operatori di microcredito previsti dall’art. 111 del TUB; pertanto, tale moratoria può essere richiesta anche in relazione alle operazioni di microcredito.

Può essere sospeso il pagamento dell’intera rata o soltanto della quota capitale?

Con riferimento alla moratoria prevista dal decreto “Cura Italia”, la sospensione riguarda l’intera rata, ma è facoltà dell’impresa richiedere la sospensione della sola quota capitale. In tal caso, l’impresa continuerà a rimborsare la quota interessi come prevista nel piano di ammortamento.

La moratoria comporta oneri per le imprese che la richiedono?

No. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per le imprese e per i soggetti finanziatori.

La moratoria si attiva automaticamente per tutte le imprese danneggiate dal COVID-19?

No. Per avvalersi della moratoria, il decreto dispone che l’impresa deve presentare un’apposita comunicazione, corredata della dichiarazione con la quale l’impresa stessa autocertifica, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, di aver subito in via temporanea carenze di liquidità, quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Quali altri requisiti devono avere le imprese per avvalersi della moratoria?

Per avvalersi della moratoria di cui al “Cura Italia”, le esposizioni debitorie delle imprese richiedenti, alla data di pubblicazione del decreto (e cioè al 17 marzo 2020), non devono essere classificate come “esposizioni creditizie deteriorate” ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

1b) moratoria prevista dall’Accordo per il credito 2019 e dal relativo Addendum

Cosa prevedono l’Accordo per il credito 2019 ed il relativo Addendum in tema di moratoria?

L’Accordo per il credito 2019 ed il relativo Addendum prevedono che, per i finanziamenti concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari fino al 31 gennaio 2020:

può essere sospeso per un periodo massimo di 12 mesi il pagamento della sola quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e delle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. Nel caso del leasing, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing;
può essere richiesto l’allungamento della durata dei mutui, per un periodo massimo di estensione della scadenza fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni.

Quali requisiti sono richiesti per avvalersi della sospensione o dell’allungamento?

Al momento di presentazione della domanda, le imprese non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come esposizioni non-performing, ripartite nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

Le rate possono essere già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente), ma da non più di 90 giorni alla data di presentazione della domanda.

Chi può chiedere la sospensione o l’allungamento dei finanziamenti?

Possono chiedere la sospensione o l’allungamento dei finanziamenti le micro, piccole e medie imprese operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori di attività economica.

Come interviene la garanzia del Fondo PMI sulle operazioni di sospensione e di allungamento?

Il Fondo di garanzia, con circolare n. 5 dell’11 marzo 2020, ha chiarito che, su tutti i finanziamenti per i quali venga comunicata dai “soggetti richiedenti” la variazione in aumento della durata del finanziamento garantito, connessa alla sospensione del pagamento della quota capitale o all’allungamento della durata, viene adottata la conferma d’ufficio della garanzia, senza valutazione del merito di credito dei soggetti beneficiari finali. Tale procedura è estesa anche ai soggetti non firmatari dell’accordo.

Le misure di sospensione e di allungamento si applicano anche alle operazioni di microcredito?

Sì. Infatti, tra i soggetti che possono richiedere la garanzia del Fondo richiamati dalla predetta circolare n. 5/2020 (i c.d. “soggetti richiedenti”) rientrano, oltre alle banche e agli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB, anche gli operatori di microcredito di cui all’art. 111 dello stesso TUB. Come precisato dal Fondo, tali operatori, sebbene non siano firmatari dell’Accordo, possono beneficiare della procedura di maggior favore prevista per la sospensione o l’allungamento delle operazioni.

Quali sono i vantaggi della conferma d’ufficio della garanzia?

La possibilità di beneficiare della conferma d’ufficio della garanzia consente di evitare la procedura ordinaria di approvazione della garanzia stessa, che non prevede un’accettazione automatica ma un’apposita delibera del Comitato del Fondo, con la conseguenza che, prima di poter applicare la moratoria ai propri clienti, gli operatori di microcredito dovrebbero attendere la risposta di conferma del Fondo Centrale, pena l’annullamento della garanzia, in tempi certamente non in linea con l’urgenza delle problematiche legate all’epidemia.

DISPOSIZIONI SUL FONDO DI GARANZIA PER LE PMI APPLICABILI ANCHE AL COMPARTO DEL MICROCREDITO
In materia di Fondo centrale di garanzia per le PMI, quali disposizioni del decreto “Cura Italia” interessano anche i beneficiari di operazioni di microcredito?
Rinegoziazione del debito con concessione di credito aggiuntivo (art. 49, comma 1, lett. d). Per la durata di 9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto (e, cioè, dal 17 marzo al 17 dicembre 2020), sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti erogati a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 percento dell’importo del debito residuo in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione.
Sostegno alla liquidità (art. 49, comma 1, lett. k). Sempre per la durata di 9 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni danneggiate dall’emergenza COVID-19 possono ottenere finanziamenti a 18 mesi meno un giorno, fino ad un massimo di 3.000 euro, concessi da banche o da altri intermediari (compresi gli operatori di microcredito). Tali finanziamenti sono garantiti dal Fondo PMI, gratuitamente e senza valutazione, nella misura dell’80% in garanzia diretta e del 90% in riassicurazione. A tal fine, i soggetti interessati devono presentare una dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000.

In materia di Fondo centrale di garanzia per le PMI, quali disposizioni del decreto interessano direttamente gli operatori di microcredito?

Il comma 4 dell’art. 49 del decreto prevede che gli operatori di microcredito di cui all’articolo 111 del Testo Unico Bancario (TUB), in possesso del requisito di micro, piccola e media impresa, possono beneficiare della garanzia del Fondo sui finanziamenti loro concessi da banche o intermediari finanziari. Condizione essenziale è che tali finanziamenti siano destinati, da parte dei predetti operatori, ad operazioni di microcredito.

La garanzia è concessa a titolo gratuito e nella misura massima dell’80 per cento dell’ammontare del finanziamento.

Relativamente ai nuovi operatori di microcredito costituiti o che hanno iniziato la propria attività non oltre tre anni prima della richiesta della garanzia del Fondo e non utilmente valutabili sulla base degli ultimi due bilanci approvati, la garanzia è concessa senza valutazione del merito di credito.

Quali sono i vantaggi dell’estensione della garanzia ai finanziamenti erogati a favore degli operatori di microcredito?

La norma, come più volte sollecitato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, viene incontro all’esigenza dei cosiddetti “111” di disporre di sufficienti risorse da destinare all’attività di microcredito, tenuto conto della carenza di mezzi di provvista che finora ne ha condizionato l’operatività impedendo il consolidamento di un’offerta di microcredito competitiva e diffusa.

Quali altre disposizioni del decreto possono applicarsi al comparto del microcredito?

Il comma 6 dell’art. 49 del decreto è di potenziale interesse per il comparto microcreditizio, anche se non direttamente indirizzato ad esso. Tale norma, infatti, consente di elevare la percentuale massima di copertura della garanzia a valere sulle diverse Sezioni speciali del Fondo per le PMI fino al maggior limite eventualmente previsto dalla disciplina dell’Unione Europea (attualmente pari all’80 per cento). La norma riguarda le nuove operazioni.

Con successivo decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere individuate ulteriori tipologie di operazioni, anche per singole forme tecniche o per specifici settori di attività, per le quali le percentuali di copertura del Fondo possono essere elevate fino al massimo consentito dalla disciplina dell’Unione Europea, tenendo conto delle risorse disponibili e dei potenziali impatti sull’economia.

Con specifico riguardo al comparto del microcredito, l’applicazione di tale norma può risultare interessante per le microimprese beneficiarie di finanziamenti ammessi alla garanzia della “Sezione speciale Microcredito” del Fondo, la cui attività sia stata particolarmente danneggiata dal COVID-19.

https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2020/03/cura-italia-microcredito.jpg 591 789 admin https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2024/12/logo_asse_bianco-184x300.png admin2020-03-24 18:00:502021-09-28 06:34:00Microcredito: le misure del “Cura Italia”. Ora fino a 50.000 euro

Le responsabilità penali in seguito ai decreti anti Covid 19

10 Marzo 2020/0 Commenti/in Primo piano home/da admin

A cosa andiamo in contro dopo i Decreti anti coronavirus (Covid 19) – ecco la certificazione aggiornata al 25/3/2020 da mostrare ai controlli.

Per contrastare il diffondersi del COVID-19 occorre evitare di uscire di casa senza giustificazioni plausibili, come quelle previste dal DPCM (lavoro, necessità, salute): rimangono fermi i principi generali collegati allo stato di necessità, quale ad esempio quelle di andare a comprare beni di prima necessità, comprovate esigenze di lavoro, di andare ad aiutare un soggetto debole (un anziano, un malato) in difficoltà, ecc.

Nuova autocertificazione aggiornata al 26/03/2020

Prima di uscire, occorre stampare e compilare in ogni sua parte il modulo del Ministero dell’Interno, che verrà verificato dalla Autorità. Per chi non ha la stampante a casa il modulo può essere sostituito da un semplice foglio di carta dove ciascuno deve riprodurne il contenuto grafico e quindi inserire le proprie generalità e indicare con chiarezza il luogo di provenienza e quello di direzione oltre le cause dello spostamento (peraltro, secondo le informazioni allo stato circolanti, le stesse forze di polizia hanno la modulistica).

Le cause dello spostamento vanno sempre ricondotte a comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. Sarebbe opportuno che i datori di lavoro dotassero chi è costretto a circolare di una apposita dichiarazione. Tra le situazioni di necessità –si rammenti- vi è l’acquisto di alimentari: non casualmente i DPCM 8-11 marzo consentono ai negozi di generi alimentari e alle farmacie di rimanere aperti.

Se fermati per il controllo, occorre in primo luogo fornire una solida e seria giustificazione dello spostamento. Bisogna essere precisi e sinceri: una falsa dichiarazione (che può essere agevolmente verificata, sia nell’immediatezza che successivamente) avrebbe conseguenze penalistiche molto gravi (ossia la possibile contestazione della violazione dell’art. 495 c.p., che prevede pena da uno a sei anni di reclusione, oppure quantomeno dell’art. 483 c.p., falso ideologico in atto pubblico). Inoltre, non è giustificabile in alcun modo chi esca dalla propria abitazione se affetto da Covid-19 o comunque in quarantena; in tal caso si rischia ulteriore contestazione del delitto di diffusione colposa di epidemia (art. 452 cod. pen. che prevede sanzioni molto gravi).

Torniamo all’ipotesi che si sta più frequentemente verificando in questo periodo: se la giustificazione non fosse considerata adeguata dalla Polizia Giudiziaria (ma, si rammenti, anche da Vigili del Fuoco e Forze Armate, autorizzati alle verifiche, come previsto dal DPCM 8 marzo), gli operanti inoltreranno denuncia per violazione dell’art. 650 cod. pen. (o per un più grave reato –per esempio, l’assai grave “diffusione colposa di epidemia” oppure una delle violazioni previste dal Testo Unico Leggi Sanitarie); in tal caso vi consegneranno un verbale di identificazione il verbale di identificazione previsto dal codice di procedura penale: non si tratta quindi, come talora scritto sui quotidiani, di una “multa”, ma della contestazione di un reato che, nel caso dell’art. 650 cod. pen. prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda di Euro 206 che, in caso di condanna risulterà nel casellario giudiziale (la cosiddetta fedina penale) e può quindi avere conseguenze sia sul piano sociale che in ambito lavorativo.

Allorché gli operatori (Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco o Esercito) redigeranno il verbale di identificazione vi chiederanno di nominare un difensore di fiducia e di eleggere domicilio (indicare dove si vuole che vengano notificati gli atti di quel procedimento penale).

Se non si indica un difensore di fiducia, verrà nominato un difensore d’ufficio: si consiglia di non effettuare l’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio ma, piuttosto, di farsi notificare gli atti presso la propria residenza oppure presso l’abituale dimora.

Trattandosi della contestazione di un reato, non è possibile pagare immediatamente l’ammenda perché inizierà un procedimento penale: occorre invece rivolgersi al più presto al proprio avvocato (d’ufficio o di fiducia) e consegnargli quel verbale: si apriranno le indagini preliminari e, in tale sede, il pubblico ministero potrà rivalutare le circostanze addotte durante il controllo subito.

Se il Pubblico Ministero riterrà ingiustificata la denuncia da parte degli accertatori richiederà l’archiviazione; se invece condividerà le ragioni della denuncia potrà emettere Decreto di Citazione a giudizio davanti al Tribunale oppure –più probabilmente (in caso la contestazione sia sempre quella prevista dall’art. 650 c.p.)- chiedere al Tribunale che venga emanato un “decreto penale di condanna” che, a chi lo riceve, appare come una sanzione pecuniaria, ma è comunque una condanna penalistica.

In caso di citazione a giudizio o di notifica di un decreto penale sarà sempre possibile fare valere le proprie ragioni di fronte al giudice (tuttavia, in caso venga ricevuto un decreto penale, bisognerà attivarsi con una “opposizione”, da depositare entro 15 giorni dalla notifica) oppure valutare altri strumenti previsti dalla legge; tra le varie soluzioni offerte dall’ordinamento andrà menzionata l’oblazione, prevista dal codice penale (art. 162 bis) che comporta, previo pagamento di metà del massimo dell’ammenda, l’estinzione del reato, evitando l’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale. L’oblazione è, si rammenti, “discrezionale”: è il giudice che può decidere, anche tenuto conto della gravità del fatto, se definire il procedimento penale con questo metodo agevole e semplificato. Un esito non sempre scontato.

Fonte Adusbef.

https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2020/03/covid19.jpg 492 657 admin https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2024/12/logo_asse_bianco-184x300.png admin2020-03-10 15:58:272020-03-26 16:18:36Le responsabilità penali in seguito ai decreti anti Covid 19

Formazione avvio al lavoro | in partenza percorso Yes I Start Up a Lucera (FG)

6 Marzo 2020/0 Commenti/in In evidenza, Yes I Start Up/da admin

Il 30/03/2020 a Lucera (FG) partirà il percorso formativo per l’inserimento al lavoro Yes I Start Up. 

Si tratta di una misura formativa ideata dal Ministero delle Politiche per il Lavoro, attuata dal S.A. Asseimprenditori, e destinata ai ragazzi e alle ragazze con età compresa tra i 18 ed i 29 anni.

Il corso dura 80 ore, è completamente gratuito e si svolgerà a Lucera (FG) in via Pellegrini n. 1 presso la sede di AsseImprenditori.

Con questa importante iniziativa lo Stato vuole combattere la disoccupazione giovanile fornendo tutte le informazioni su come si avvia un’impresa e su come si porta avanti nel tempo (nozioni fornite durante il corso) e finanzia con un importo fino a 50.000 € (a interessi e garanzie zero) i partecipanti che vogliono realizzare la propria idea d’impresa/passione.

Il percorso di formazione teorico/pratico Yes I Start Up è davvero un’opportunità da non perdere.

Nelle precedenti edizioni hanno già concluso il corso con esito positivo oltre 79 ragazzi/e con percentuale di avvenuto finanziamento pari al 77% delle richieste. 

Dai uno sguardo agli argomenti del corso e al calendario delle lezioni (a breve on line).

La procedura di iscrizione potrà essere effettuata presso la sede di AsseImprenditori con carta d’identità e codice fiscale.

Per partecipare o per qualsiasi altra informazione contattateci: lucera@asseimprenditori.it o w.a. 3312424529

https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2020/03/yes_i_start_up_lucera.jpg 492 657 admin https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2024/12/logo_asse_bianco-184x300.png admin2020-03-06 18:39:352020-12-03 13:21:05Formazione avvio al lavoro | in partenza percorso Yes I Start Up a Lucera (FG)

Formazione avvio al lavoro | in partenza percorso Yes I Start Up a Lamezia Terme

20 Febbraio 2020/0 Commenti/in In evidenza, Yes I Start Up/da admin

Il 16/03/2020 a Lamezia Terme (CZ) partirà il percorso formativo per l’inserimento al lavoro Yes I Start Up. 

Si tratta di una misura formativa ideata dal Ministero delle Politiche per il Lavoro, attuata dal S.A. Asseimprenditori, e destinata ai ragazzi e alle ragazze con età compresa tra i 18 ed i 29 anni.

Il corso dura 80 ore, è completamente gratuito e si svolgerà a Lamezia Terme (CZ) presso la sede di AsseImprenditori.

Con questa importante iniziativa lo Stato vuole combattere la disoccupazione giovanile fornendo tutte le informazioni su come si avvia un’impresa e su come si porta avanti nel tempo (nozioni fornite durante il corso) e finanzia con un importo fino a 50.000 € (a interessi e garanzie zero) i partecipanti che vogliono realizzare la propria idea d’impresa/passione.

Il percorso di formazione teorico/pratico Yes I Start Up è davvero un’opportunità da non perdere.

Nelle precedenti edizioni hanno già concluso il corso con esito positivo oltre 69 ragazzi/e con percentuale di avvenuto finanziamento pari al 77% delle richieste. 

Dai uno sguardo agli argomenti del corso e al calendario delle lezioni (a breve on line).

La procedura di iscrizione potrà essere effettuata presso la sede di AsseImprenditori con carta d’identità e codice fiscale.

Per partecipare o per qualsiasi altra informazione contattateci: lamezia@asseimprenditori.it o w.a. 3384239385

 

https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2020/02/yes_i_start_up_lamezia_terme.jpg 492 657 admin https://asseimprenditori.it/wp-content/uploads/2024/12/logo_asse_bianco-184x300.png admin2020-02-20 11:56:262020-12-03 13:22:20Formazione avvio al lavoro | in partenza percorso Yes I Start Up a Lamezia Terme

Yes I Start Up di Asseimprenditori – altri 29.720,21 € finanziati

23 Gennaio 2020/0 Commenti/in Uncategorized/da admin

Lo scorso 14 gennaio 2020, pochi giorni fa, è arrivato direttamente sulla pec del richiedente l’ennesimo Provvedimento di concessione di 29.720,21 € emanato da Invitalia per finanziare l’idea d’impresa proposta da un giovane ragazzo di 29 anni che ha partecipato ad uno dei percorsi Yes I Start Up proposti da Asseimprenditori (vedi i risultati del 2019).

Coadiuvato ed indirizzato dal personale dell’ente il ragazzo ha redatto un apposito Piano (business plan) in cui è stata esposta la propria idea d’impresa da realizzare ed Invitalia dopo solo 30 giorni l’ha finanziata.

Il progetto di impresa concepito dal neet consiste nell’organizzare un modello di impresa individuale finalizzato all’erogazione del servizio di giardinaggio.

Grazie a questo provvedimento, senza la necessità di fornire alcuna garanzia ne pagare interessi, potrà acquistare i macchinari (trattorino cub cadet, trattorino mistral, decespugliatore, tagliasiepi, soffiatore, potatore, furgone, computer e stampante) ed i servizi (sito internet, pubblicità, ristrutturazione) necessari a svolgere e promuovere il suo futuro lavoro.

A costo zero e senza bisogno di “santi in paradiso” è riuscito a crearsi la propria attività lavorativa indipendente.

Da parte nostra i migliori auguri di buona vita. 

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