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Sei in: Home1 / Post2 / Opportunità per i Giovani3 / Europa4 / Politiche giovanili del Consiglio d’Europa

Politiche giovanili del Consiglio d’Europa

6 Maggio 2013/0 Commenti/in Europa/da admin

Il Consiglio d’Europa è una delle forze propulsive che guida la politica e le attività giovanili in Europa da oltre 40 anni, e che ha rivoluzionato il settore con politiche, approcci e materiale didattico innovativo.

Per quarant’anni, il Consiglio d’Europa e i giovani hanno lavorato insieme per costruire un mondo migliore, più sicuro e più unito.
Nel campo delle politiche per la gioventù il COE offre tanto agli animatori giovanili quanto ai funzionari governativi, pari voce in capitolo nelle decisioni in materia di politiche, priorità e programmi per la gioventù. Questo sistema unico di condivisione dei poteri (anche noto come “cogestione”) dimostra il sostegno a favore di una partecipazione attiva dei giovani.
Il Consiglio d’Europa nel 2012 celebra il 40° anniversario del Centro europeo della gioventù di Strasburgo, nato il 1º giugno 1972, e della Fondazione Europea della gioventù, istituita lo stesso anno.
 
Tra i vari dipartimenti del Consiglio d’Europa riveste un ruolo strategico il Dipartimento Education, youth, sport le cui priorità sono: 
  • Educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani
L’educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani (ECD) costituisce l’insieme delle pratiche e delle attività destinate a preparare meglio i giovani e gli adulti a svolgere un ruolo attivo nella vita civile democratica, esercitando i loro diritti e responsabilità all’interno dei contesti sociali in cui sono inseriti.
L’educazione alla cittadinanza democratica è connessa a numerosi concetti, quali l’educazione alla pace e all’interculturalità. L’educazione ai diritti umani (EDU) costituisce parte integrante dell’educazione alla cittadinanza democratica.
 
  • La violenza a scuola
Violenza tra gli studenti, aggressioni contro i professori e il personale scolastico, estorsioni, furti, insulti, atti di vandalismo a danno degli ambienti scolastici : la violenza a scuola è una delle forme più visibili della violenza nei confronti dei bambini.
Nel corso di questi ultimi dieci anni, la consapevolezza e l’intolleranza nei confronti di questo fenomeno sono notevolmente aumentate, e la maggior parte dei governi europei ha concepito la violenza a scuola come uno dei punti all’ordine del giorno.
In seguito al progetto ”Risposte alla violenza quotidiana in una società democratica” (2002-2004), il Consiglio d’Europa ha lanciato nel 2005 un programma di azione ”Infanzia e Violenza” il cui obiettivo è l’identificazione e l’applicazione di misure di prevenzione efficaci.
 
  • L’insegnamento della storia in Europa
A lungo, i pregiudizi e le interpretazioni nazionalistiche della storia hanno reso questa materia scolastica un’arma, piuttosto che uno strumento di conoscenza e di dialogo tra i popoli. Da tempo, il Consiglio d’Europa ha invitato gli Stati membri a riesaminare e raffrontare i loro manuali di storia, per eliminare i cliché e le distorsioni, suscettibili di screditare i paesi vicini.
La pubblicazione di manuali scolastici più obiettivi, seguita da una riflessione sulla pedagogia della storia e da programmi di insegnamento destinati a presentare l’Europa nella sua totalità, ha consentito di integrare nei programmi scolastici tradizionali questioni di civilità e di cultura e valori che fino ad allora erano stati trascurati.
 
  • Sport per tutti
Lo sport è portatore di valori umani e universali che possono contribuire alla realizzazione degli ideali incarnati dal Consiglio d’Europa. Partendo da questa constatazione, nel 1976 l’Organizzazione adotta la “Carta europea dello sport per tutti”, con la quale i problemi legati allo sport cominciano ad essere presi in considerazione a livello europeo.
Questo testo, revisionato nel 1992 e prendendo il nome di Carta europea dello Sport, è stato completato dal Codice di etica sportiva. Questi documenti forniscono una serie di principi comuni all’intera Europa in materia di politiche e pratiche sportive: sport accessibile a tutti, in particolare ai bambini e ai giovani, uguaglianza, solidarietà, tolleranza, sicurezza, rispetto dei valori etici e della dignità umana.
 
  • Doping
Adottata nel 1989, la Convenzione contro il doping del Consiglio d’Europa è, a oggi, l’unico strumento giuridico in materia. Redatta in seguito ai Giochi olimpici del 1988, segnati da scandali legati al doping, la Convenzione del Consiglio d’Europa incarna la volontà politica degli Stati europei di combattere tale fenomeno. La Convenzione ha lo scopo di ridurre l’accesso alle sostanze dopanti, contribuire al finanziamento dei controlli e mettere in relazione il finanziamento pubblico di sport ricreativi e agonistici al rispetto della normativa anti-doping. Inoltre, la Convenzione sostiene la creazione di programmi educativi e di controllo (in gara e fuori gara). L’appendice alla Convenzione elenca agenti e tecniche che possono essere considerati dopanti. La Convenzione del Consiglio d’Europa è ‘aperta’, pertanto può essere adottata anche da Paesi che non fanno parte dell’Organizzazione e al di fuori del continente europeo. Conta attualmente 50 Stati membri, incluso Australia, Bielorussia, Canada e Tunisia.
 
  • Sport, violenza e razzismo in Europa
Gli episodi spiacevoli che hanno avuto luogo, nel 1985, allo stadio di Heysel hanno spinto il Consiglio d’Europa a redigere la prima Convenzione europea sulla violenza e i disordini degli spettatori. Entrata in vigore nel novembre 1985, questa Convenzione costituisce uno dei pilastri nella lotta contro questi fenomeni in Europa. La Convenzione riguarda principalmente il calcio, ma in linea generale interessa tutti gli sport. Invita gli stati firmatari ad adottare misure concrete al fine di prevenire e controllare la violenza. La Convenzione indica anche delle misure per identificare e agire legalmente contro i trasgressori.
Il Consiglio d’Europa si impegna a monitorare l’applicazione dei provvedimenti elencati nella Convenzione attraverso le visite di studio nei diversi Stati che hanno già ratificato il testo. Le informazioni raccolte servono come base per stilare rapporti di valutazione, il cui obiettivo è misurare i progressi realizzati in materia dai vari paesi.
Ente promotore:
Consiglio d’Europa
Siti di riferimento:
Sito del Consiglio d’Europa 
Dipartimento Education, youth, sport
Scadenza: 31/12/2013
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